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Word of "Mouse" e Marketing Virale

Scritto da Chiara Caldari il 19/04/07 in Web marketing | 2 Commenti

Per alcuni sono solamente semplici email e video gratuiti da scaricare nel tempo libero. Per altri rappresentano veri e propri capolavori pensati e disegnati per la nuova generazione: quella del computer, dei blog e di messanger, quella di The Sim e del circuito You Tube.
Certo è che il Viral Marketing viene ormai considerato la nuova frontiera della comunicazione on line.

Il principio di questo nuovo tipo di Marketing NON Convenzionale si basa sull’originalità di un’idea: qualcosa che, a causa della sua natura o del suo contenuto, riesce ad espandersi molto velocemente in una data popolazione, ad accendere nell’utente l’istinto di rendere partecipi della “scoperta� amici, colleghi e parenti. Come un virus. L’idea che può rivelarsi interessante per un solo visitatore, viene passata da questo ad altri contatti, da questi ad altri ancora e così via, fino a raggiungere un numero esponenziale di utenti finali.

Si passa così dal tradizionale Word of Mouth (passaparola) al Word of Mouse (rumore in rete – che viene generato volontariamente dai promotori della campagna).

Questa forma di contatto impazzita, veloce e innovativa richiama con forza l’attenzione di management di imprese presenti in settori diversi, dall’industria alla politica passando per il turismo. Ma attenzione, nel Viral Marketing non sempre chi vince è il più forte, non sempre chi ottiene risultati migliori è il più ricco; la comunità della rete premia solamente la genialità e la fantasia e rende vincitore chi si avvicina di più ai suoi pensieri.

Una telecamera fissa che riprende 4 ragazzi su dei tapis roulant è bastata ad attirare 16 milioni di utenti ed una cascata di articoli e servizi televisivi. E cosa ne pensate della campagna del Pollo Servizievole realizzata dalla Crispin Porter + Bogusky per la Burger king trasformatasi poi in un vero e proprio sito web?

L’elenco dei successi di marketing virale è in continua crescita, ogni giorno la rete diventa il trampolino di lancio di video non convenzionali che danno vita a vortici incontrollati di scambio di link e di file.
Altri esempi “famosi e conosciuti� sono quelli di Ikea, della Honda, della Becks.

Forse questa nuova frontiera è solamente una moda e, come tutte le mode, verrà dimenticata in fretta, ma per il momento sembra candidarsi come il presente ed il futuro del marketing. Perchè? … Chi di voi non ha cliccato almeno su una delle parole linkate?




2 commenti »

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  1. +che virale si potrebbe inserire nel più ampio ambito del guerrilla marketing

    Commento di Mark — 27 aprile 2007 #

  2. No Mark, non può essere come dici tu perché il guerilla marketing si riferisce ad installazioni in giro per la città o altri eventi (non intesi nel senso classico) che coinvolgo la realtà tangibile.
    Il marketing virale sfrutta invece la realtà virtuale e le persone come portatrici/diffusori di messaggi.

    Commento di Cristina — 24 giugno 2008 #

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