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Federico Venturini il 25/02/09 in Avvistamenti | 0 Commenti
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Quanto è grande Internet?
E’ la domanda attorno cui gira un articolo odierno di Riccardo Bagnato su Repubblica.it.
Quello che noi conosciamo è in realtà “la punta di un iceberg”. Le informazioni e i contenuti del web, sono infinitamente di più, e non sono raggiungibili con una semplice query sui motori di ricerca.
Il “Deep Web” è davvero profondo come la tana del Bianconiglio (vi ricordate Matrix?), o come si legge nell’articolo “un vero e proprio pozzo di San Patrizio, un miniera d’oro, un’immensa foresta vergine a confronto del giardinetti di casa a cui ci avrebbero abituati i normali motori di ricerca”.
Sembra che siano in studio alcuni nuovi motori che riproducono in qualche modo i meccanismi del ragionamento umano, lasciando momentaneamente da parte la tecnologia degli spider che girano la rete di link in link ad indicizzare nuovi contenuti.
Ma il punto che lascia sconcertati è questo: “Per ora, tuttavia, l’unica cosa certa è che oltre il 90 per cento delle informazioni online non sono disponibili attraverso i normali motori di ricerca. Rimane forse da domandarsi: e se lo fosse? E’ un traguardo auspicabile? ”
E aggiungo: il tuo sito sta nella punta dell’iceberg o è sprofondato sott’acqua?
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Andrea Franca il 11/02/09 in Casi di successo, Sviluppo e Web Design | 0 Commenti
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Per uno sviluppatore, un content manager o un web designer è particolarmente interessante lavorare con quelle aziende il cui business passa al 100% dal web.
Nel momento in cui sviluppi un sito o crei un’applicazione per aziende di questo tipo, sei consapevole che tutto dipende dalla qualità del tuo lavoro.
Dall’altra parte, ovviamente, c’è un cliente estremamente consapevole delle dinamiche del web, non solo delle tecnologie che lo supportano.
Il lavoro che abbiamo fatto per Diatheva permette a questo laboratorio indipendente che produce e vende online prodotti diagnostici, di intercettare un mercato davvero globale, che non potrebbe raggiungere altrimenti.
Non solo il sito, ma anche il catalogo di prodotti (per altro ad alto tasso di ricerca), e gli strumenti di e-commerce, rientrano quindi nella quotidiana pratica di lavoro di una realtà locale che serve clienti in tutto il mondo.
Qui di seguito c’è qualche slide dello strumento di e-commerce, ma ovviamente online è molto meglio!
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Federico Venturini il 11/02/09 in Casi di successo, Web marketing | 0 Commenti
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Quando lavoriamo ad una campagna di posizionamento, il nostro assillo costante è il ritorno sull’investimento.
Ok, il sito è in prima posizione su Google con la chiave che voglio, ma ne vale veramente la pena?
Come misuro in termini effettivi il valore aggiunto di questo posizionamento?
Quale è il vantaggio che ne traggo?
In realtà un posizionamento può raggiungere tutti gli obiettivi sul piano tecnico-operativo, ma fallire sul piano strategico. Ovvero il mio sito è visibile, posizionato a dovere, forse il volume di traffico incrementa, ma di fatto la mia presenza sul web non incrementa il mio business.
Per evitare questa spiacevole situazione (che di fatto significa un investimento inutile) è essenziale una analisi del mercato e dell’utenza di riferimento estremamente approfondita, una strategia chiara, un soprattuttoobiettivo fisso: la visita di un utente deve portare ad una conversione, cioè ad un’azione dell’utente. L’iscrizione alla newsletter, la compilazione del form di contatto, l’invio di un’ordine, l’acquisto online. Se il posizionamento non produce nulla di tutto questo, non serve.
Per un anno abbiamo monitorato le conversione del sito www.spar.it di cui abbiamo gestito il posizionamento per tutto il 2008. Nelle slide che seguono ci sono alcuni risultati interessanti, ma l’unico che realmente ci interessa (e che ha guidato il nostro lavoro) è l’incremento dei contatti commerciali del 46,74% rispetto al 2007.
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Funziona con WordPress, il tema è una variazione su Pool theme di Borja Fernandez.
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